MIGRANTI
IL SENATORE FAUSTO LONGO ALLA XVI GIORNATA DELL'EMIGRAZIONE

Cari amici di Civitanova , cari amici marchigiani,
sono qui con voi oggi, con viva soddisfazione, aderendo all’invito del sindaco Corvatta e di Ivo Costamagna presidente del Consiglio comunale.
Sono qui per salutarvi, per stare una serata insieme  con  voi, per festeggiare gli amici venuti dall’Argentina , per sentire quello che pensate della condizione oggi degli italiani nel mondo, per conoscere meglio, per meglio operare come senatore italiano eletto in Sud America.                                             
Oggi si svolge la 16 giornata dell’emigrazione in Civitanova Marche ed insieme ci accingiamo a salutare con riconoscenza  degli oriundi civitanovesi che hanno onorano ed onorano la loro regione, la loro città di origine e l’Italia.
Non è un sentimento enfatico  quello che io esprimo nel saluto in quanto  faccio riferimento a dati di realtà, faccio riferimento cioè a vite di lavoro vissute e do il  giusto riconoscimento alle qualità, di laboriosità e di  dignità e socialità, doti degli italiani particolarmente praticate dai marchigiani nel mondo.
I marchigiani sono andati nel mondo , molti in Argentina .
Lo si deduce anche dalle forme di autorganizzazione dei marchigiani,  dalla presenza in Argentina  delle due federazioni e  dalle molte associazioni aderenti alle stesse. Nel paese da cui provengo, il Brasile, nella città dove vivo, San Paolo, sono attive due associazioni.
Di loro e dei loro aderenti  sappiamo l’attaccamento alla propria terrà, il legame identitario con l’Italia ma anche la memoria della storia  vissuta dalle comunità di  marchigiani nei paesi d’accoglienza.
Una storia, questa,  che anch’essa un pezzo della identità.
Ad esempio, il ricordo, nel mese di dicembre  dei pescatori morti nel ‘46 a Mar del Plata e commemorati nel ventennale  del gemellaggio fra Porto Recanati e Mar del Plata. E poi sempre a dicembre l’incontro a Rosario fra i giovani figli  di discendenti provenienti da  Fermo, Ascoli Piceno,Macerata, Civitanova e Ancona, un evento  a marcare le comuni origini.
 Una forte presenza dell’associazionismo, un buon radicamento delle associazioni ed una loro buona articolazione nei paesi d’accoglienza è insostituibile nel mantenere e consolidare i legami con i luoghi d’origine, nel far rinascere, rinnovandoli, i comites  dopo 8 anni di proroga  che ha finito per immobilizzarli.
Andare al loro rinnovo in modo trasparente ed in modo partecipato serve anche per contribuire a dare futuro alla presenza italiana organizzata e non solo ai singoli.
 Per le associazioni inoltre un ricambio generazionale appare auspicabile. Vanno evitate contrapposizioni  fra anziani e giovani, talora usate in un modo strumentale che non ci fa andare da nessuna parte.
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L’emigrazione da Civitanova, lo abbiamo appreso,  ha dato un forte contributo allo sviluppo dell’Argentina.
 Il gemellaggio di Civitanova  con la Città di General San Martin, alle porte di Buenos Aires, siglato nel 1990 ne è una conferma sia pure indiretta.
 Lì, in quella zona  è  forte  la presenza della comunità civitanovese e più in generale marchigiana.
Io penso che oltre ed accanto alla memoria della emigrazione, custodita  e accessibile nella biblioteca  comunale sarebbe bello poter prevedere nelle scuole di Civitanova e delle Marche l’insegnamento di cosa è stata l’emigrazione di come  oggi si presenta il mondo per  i migranti, sopratutto giovani, che in tempi e con modi diversi, hanno ripreso a percorrere le strade che portano nel mondo.
Molte idee sono venute dalla Conferenza dei giovani nel mondo, molti stimoli e moti suggerimenti che il Coordinamento delle Regioni  per l’emigrazione dovrebbe riprender dando ascolto alle indicazioni dei giovani italo discendenti. Senza memoria non c’è futuro ma, con la sola nostalgia di una Italia che oggi è cambiata, non siamo in grado di dare le giuste risposte ai problemi complessi che l’Italia ha di fronte a sé.
L’Italia larga, intendo dire, di quelli che sono in madrepatria e di quelli che sono fuori nei paesi in cui sono integrati , testimoni di una cultura e di una identità plurale che non fa scolorire ma rende più vivido il senso di appartenenza all’Italia ed al territorio da dove veniamo.
 Nel caso vostro dalla bella e laboriosa Civitanova Marche. Io provengo dal Veneto, da un piccolo paese, Saletto, in provincia di Padova, di cui sono fiero come voi siete fieri di essere civitanovesi.
Oggi io sono senatore della Repubblica e come tale rappresento tutti gli italiani, quelli del Sudamerica che mi hanno eletto e tutti gli altri.
In questa veste mi occupo di fare  leggi, cerco di farle in modo serio e per motivazioni condivise.
Mirando all’interesse generale, colloco le aspettative ed i diritti esigibili degli italiani del Sudamerica dentro l’agenda  delle cose da fare in parlamento.
Questo ho voluto dirvi senza andare oltre in elencazioni di cose fatte che ognuno può vedere accedendo alla documentazione  on line del Senato.
Non è questa la sede né la circostanza che , invece, è felicemente dedicata alla 16 giornata dell’emigrazione di Civitanova Marche ed a festeggiare gli amici ivi pervenuti dall’Argentina.
Sappiate comunque che  io sono sempre disponibile, per quello che è nelle  mie facoltà, per contribuire a risolvere questioni di interesse delle nostre comunità  presenti in Sud America e che quindi, cari amici,  la mia porta è sempre aperta.  Grazie per l’ascolto.


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